COME RICOSTRUIRE IL PATTO GENERAZIONALE
GENERAZIONI A CONFRONTO
GENERAZIONI A CONFRONTO
Nella terza fase la Presidente ha presentato Raffaello Rossi e un gruppo di consulenti da
lui formato che hanno scelto di raffigurare il passaggio di consegne
generazionale in due rappresentazioni:
Passaggio
di consegne generazionale in due rappresentazioni. Abbiamo scelto di
rappresentare questo passaggio attraverso gesti-segni-simboli.
La
prima rappresentazione, gestita con le consulenti di Riccione si riferisce al
passaggio di consegne e la rielaborazione di corpo e cuore.
Ho
i pezzi-lettera che compongono un cuore. Un pezzo per ogni lettera, un pezzo
per ogni consulente. Li nomino e il consulente che ha vissuto in particolare
questo pezzo si avvicina, lo prende, lo elabora, lo posiziona sul quadro dove,
insieme agli altri, va a formare un abbraccio, rielaborazione della formazione
ricevuta e segno di consulenza.
C come CURA (RAFFAELLO): la vera cura si impara
col tempo, soprattutto portando il centro dentro di sé, oltre le dispersioni e
le distorsioni, la cura è avere nel cuore
C CURA (LICIA) “ama il prossimo tuo come te
stesso”….ho dedicato tanta cura per gli altri a volte in modo non corretto…dopo
un lungo percorso ho capito che dovevo soffermarmi sulla mia cura per poter
essere in equilibrio per gli altri……
U come UNICITA’ (RAFFAELLO) io sono positivo e negativo insieme, luce e ombra, forza e
debolezza, quando me ne dimentico lascio che la mia vita sia guidata da un pilota
automatico
U UNICITA’ (CLAUDIA) ognuno di noi è unico,
speciale. L'UNICITA' è forza positiva… a volte per me diventa sinonimo di
pensiero UNICO, quando ho la pretesa di imporre ai miei figli la mia visione
del mondo.
O come ORA (RAFFAELLO): il cambiamento inizia
sempre da noi, senza attese e aspettative, il cambiamento è la vera scoperta
che la nostra identità permane e si rafforza nel tempo, adesso, qui …
O ORA (RITA) “ (cantato)… non c’è montagna
più alta di quella che non scalerò; non c’è scommessa più persa di quella che
non giocherò!” qui e ora il cambiamento
che voglio è possibile a partire da me senza pretendere che arrivi dagli altri.
. .!
R come RUOTA (RAFFAELLO) ogni percorso è circolare,
è a spirale, è un tornare con occhi nuovi ad un nuovo viaggio, il viaggio di
sempre
R RUOTA (ALESSANDRA) CENTRARE, GUARIRE E
CRESCERE… la ruota del mio cambiamento…senza inizio e senza fine, non più con
la paura, ma con la capacità di vedere le cose in maniera diversa con più
consapevolezza…
E come ESSERE (RAFFAELLO) l’essere ci conduce oltre
la gabbia del fare, dei doveri, dei ricatti, dei giochi di forza; l’essere è il
tesoro dimenticato in fondo ad un cassetto
E ESSERE (STEFANIA) sccht, stai buona, ferma,
non ti muovere, così non va bene, non esistere, sei sbagliata, bla, bla, bla…
quanti giudizi che ti dicono come dovevi essere… poi la scoperta che c’è
un’altra possibilità: quella di non dover, per forza, compiacere ma finalmente
libera di essere te stessa!
Seconda
rappresentazione.
Passaggio di consegne e rielaborazione
mente-spirito
Raffaello., nella
lettura di “brani –stimolo” è coperto da mantelli che rappresentano le diverse
sfumature del sapere e della consulenza, dalla rielaborazione del lutto
all’affermazione del sé.
Di volta in volta i
“mantelli”, di colore diverso (in successione: nero-giallo-blu-rosso) saranno
tolti e cadranno a terra, segnando l’elaborazione e l’appropriazione del sapere
secondo nuove strade.–Al colore dei mantelli corrisponde il colore di 1 stella
che chi risponde porta in fronte. E’ la
stella che ci fa riconoscere come fratelli e come doni unici gli uni per gli
altri.
1 brano stimolo:” Sulla morte, senza esagerare, di
W. Szymborska
(Raffaello.-mantello
nero: siamo cenere e cenere torneremo … o no?)
1 risposta- (testo elaborato da Anna-stella nera)
Non s'intende di
scherzi, ponti, tessitura, miniere,
lavoro dei campi, costruzione di navi e cottura di dolci. Quando conversiamo
del domani intromette la sua ultima parola a sproposito. ….Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro, senza metodo né abilità. Come se con ognuno di noi
stesse imparando.… A volte le manca la forza di far cadere una mosca in volo. Più
di un bruco la batte in velocità. Tutti
quei bulbi, baccelli, antenne testimoniano i ritardi del suo svogliato lavoro. La
cattiva volontà non basta e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni è,
almeno fin ora, insufficiente. I cuori battono nelle uova. Crescono gli
scheletri dei neonati. Dai semi spuntano le prime due foglioline, …Chi ne
afferma l'onnipotenza è lui stesso la prova vivente che essa onnipotente non è.
Non c'è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in
ritardo di quell'attimo. Invano scuote la maniglia d'una porta invisibile. A
nessuno può sottrarre il tempo raggiunto.
ANNA
La
fine è l’inizio.
Lo
è stato per Terzani
Lo
è stato per la mia amica Serena
Lo
è per me ogni volta che trasformo
Una
pausa in un’attesa
Un
dolore in una gioia
Una
consulenza in una nuova consapevolezza.
2
brano stimolo: Rodari:”La crescita come ragionamento
sulle cose
(Raffaello.-mantello giallo; sole,
estroversione, crescita sociale …)
2 risposta-storia Zen “i
2 vasi”-Fiorenza.-stella gialla)
La
crescita come ragionamento sulle cose Gianni. Rodari
La
palma della mano i datteri non fa
Sulla
pianta del piede chi si arrampicherà?
Non
porta scarpe il tavolo su quattro piedi sta
Il
treno non scodinzola ma la coda ce l’ha
Anche
il chiodo ha una testa
però
non ci ragiona
La
stessa cosa capita
a
più di una persona
Storia Zen “i 2 vasi”- Fiorenza.
Un'anziana donna cinese
aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei
portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una
crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della
lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo
vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa
solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso
perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si
vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di
ciò per cui era stato fatto
Dopo due anni che si
rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il
cammino: "Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa
sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise:
" Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma
non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto,
perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno,
mentre tornavamo, tu li innaffiavi
Per due anni ho potuto
raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come
sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa
3
brano stimolo: Mahatma Gandhi” Perché si urla?
(Raffaello: Mantello
blu: pace e profondità di pensiero, spiritualità))
3 rispost:a-brano da
M.Barbery-Eleganza del riccio-Mirella-stella blu) (consapevolezza)
Perché si urla?
Un
giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli: "Perché le persone gridano quando sono
arrabbiate?" "Gridano perché
perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse
nuovamente il pensatore. "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra
persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: "Allora
non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date
ma nessuna convinse il pensatore. Allora
egli esclamò: "Voi sapete perché
si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando
due persone sono arrabbiate, i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare
per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno
gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non
gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A
volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente
sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare,
basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due
persone che si amano, si avvicinano." Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino,
non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in
cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.
(Mahatma Gandhi)
Mirella: Può sembrare banale, eppure credo sia
profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più
grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi
in questi specchi perenni senza nemmeno
riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che
nell’altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo
impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie,
non fa che raccontare a sé stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il
proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in
uno specchio blatera davanti al riflesso di sé stessa e quando le persone
passando davanti alla portinaia, non vedono nulla perché lì non si vedono
riflesse.
Io
invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me
stessa e di incontrare qualcuno.
Muriel Barbery - “l’eleganza del riccio
4
brano stimolo: rielaborazione da R.Follereau”..E ora
tocca a voi battervi..”
(Raffaello: Mantello
rosso: potenza, costruzione, affermazione del sé))
4
risposta-P.Neruda”Lentamente muore”-Francesco-stella rossa
(attivazione-affermazione di sé)
"...E ora tocca
a voi battervi, giovani del mondo... siate intransigenti sul dovere di amare.
Ridete in faccia a
coloro che sapranno parlarvi solo di prudenza, di convenienza, non schieratevi
mai con i campioni del giusto mezzo e del compromesso.
Credete in voi
stessi, nel vostro tesoro, nella vostra
intelligenza, nella vostra
dignità, credete anche nelle vostre emozioni, nella vostra sensibilità e
nelle vostre debolezze;
imparate ad essere
animali sociali e socievoli: la più grande disgrazia che vi possa capitare é di
non essere utili a nessuno, é che la vostra vita non serva a niente... per
questo mi aspetto da voi che siate esigenti con voi stessi e con gli altri, che
lottiate a viso aperto quando é il momento di lottare, ma che sappiate anche
mediare i conflitti rimanendo fedeli a voi stessi e rispettando gli altri...
non usate l'inganno,
nessun tipo di inganno...
non lasciatevi
imbrogliare dai teppisti dell'intelligenza, dai mercenari del sapere, dai falsi
maestri, perché ormai sapete che vi porteranno su strade senza fiori che vanno
verso il nulla. Diffidate dei sistemi, ma imparate ad utilizzarli; non vi
avvicinate alle sette né ai pregiudizi, che sempre e in ogni modo succhiano il
vostro essere più bello.
Non fatevi neppure
abbagliare dalla luce dei maniaci del rifiuto e dell'individualismo, trovereste
un giorno tradita la vostra intelligenza e sprecata la vostra energia migliore.
Il vostro amore non
sia piagnucoloso, ma combattivo; perciò non vi vergognerete di piangere se ne
avrete il bisogno, perché sarete sempre più forti del pianto stesso e da esso
trarrete nuova forza e nuova umanità.
Rifiutate di mettere
la vostra vita su un binario morto, ma rifiutate anche il disimpegno e l'avventura per
l'avventura...
Contestate, ma solo
per costruire, criticate, ma solo per amore dell'uomo che é in ognuno di noi...
Che ognuno di
voi trovi la propria strada, cercandola
senza fermarsi, perché esiste, anche se ora vi sembra impossibile. Siete nati
proprio per essa, quindi non tradite voi stessi, non abbandonatevi al grigio e
allo squallore di ciò che dicono essere normale, perché di questa illusione
muoiono ogni giorno troppe persone… ogni vita porta in sé il proprio valore e
potete brillare di luce vostra, se solo vi ascoltate e vi date fiducia; non
importa il mestiere che farete, né se diverrete ricchi o potenti, ciò che conta
è che siate voi stessi in ogni cosa, in ogni gesto, in ogni scelta e in ogni
momento della vostra esistenza.
il mondo va
disumanizzandosi … voi siate uomini!"
( ispirato a R.
Follereau)
Lentamente muore Lentamente muore
chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non
parla a chi non conosce. Muore
lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini
sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che
fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle
che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti. Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per
inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire
ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non
ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi
distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a
lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto
prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando
sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice
fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di
una splendida felicità. (P. Neruda)