20 e 21 OTTOBRE 2012, RIMINI

COME RICOSTRUIRE IL PATTO GENERAZIONALE
GENERAZIONI A CONFRONTO
Nella terza fase la Presidente ha presentato  Raffaello Rossi e un gruppo di consulenti da lui formato che hanno scelto di raffigurare il passaggio di consegne generazionale in due rappresentazioni:
Passaggio di consegne generazionale in due rappresentazioni. Abbiamo scelto di rappresentare questo passaggio attraverso gesti-segni-simboli.
La prima rappresentazione, gestita con le consulenti di Riccione si riferisce al passaggio di consegne e la rielaborazione di corpo e cuore.
Ho i pezzi-lettera che compongono un cuore. Un pezzo per ogni lettera, un pezzo per ogni consulente. Li nomino e il consulente che ha vissuto in particolare questo pezzo si avvicina, lo prende, lo elabora, lo posiziona sul quadro dove, insieme agli altri, va a formare un abbraccio, rielaborazione della formazione ricevuta e segno di consulenza.
C come CURA (RAFFAELLO): la vera cura si impara col tempo, soprattutto portando il centro dentro di sé, oltre le dispersioni e le distorsioni, la cura è avere nel cuore
C CURA (LICIA) “ama il prossimo tuo come te stesso”….ho dedicato tanta cura per gli altri a volte in modo non corretto…dopo un lungo percorso ho capito che dovevo soffermarmi sulla mia cura per poter essere in equilibrio per gli altri……
U come UNICITA’ (RAFFAELLO) io sono positivo e negativo insieme, luce e ombra, forza e debolezza, quando me ne dimentico lascio che la mia vita sia guidata da un pilota automatico
U UNICITA’ (CLAUDIA) ognuno di noi è unico, speciale. L'UNICITA' è forza positiva… a volte per me diventa sinonimo di pensiero UNICO, quando ho la pretesa di imporre ai miei figli la mia visione del mondo.
O come ORA (RAFFAELLO): il cambiamento inizia sempre da noi, senza attese e aspettative, il cambiamento è la vera scoperta che la nostra identità permane e si rafforza nel tempo, adesso, qui …
O ORA (RITA) “ (cantato)… non c’è montagna più alta di quella che non scalerò; non c’è scommessa più persa di quella che non giocherò!”  qui e ora il cambiamento che voglio è possibile a partire da me senza pretendere che arrivi dagli altri. . .!
R come RUOTA (RAFFAELLO) ogni percorso è circolare, è a spirale, è un tornare con occhi nuovi ad un nuovo viaggio, il viaggio di sempre
R RUOTA (ALESSANDRA) CENTRARE, GUARIRE E CRESCERE… la ruota del mio cambiamento…senza inizio e senza fine, non più con la paura, ma con la capacità di vedere le cose in maniera diversa con più consapevolezza…
E come ESSERE (RAFFAELLO) l’essere ci conduce oltre la gabbia del fare, dei doveri, dei ricatti, dei giochi di forza; l’essere è il tesoro dimenticato in fondo ad un cassetto
E ESSERE (STEFANIA) sccht, stai buona, ferma, non ti muovere, così non va bene, non esistere, sei sbagliata, bla, bla, bla… quanti giudizi che ti dicono come dovevi essere… poi la scoperta che c’è un’altra possibilità: quella di non dover, per forza, compiacere ma finalmente libera di essere te stessa!
 
Seconda rappresentazione.
Passaggio di consegne e rielaborazione mente-spirito
Raffaello., nella lettura di “brani –stimolo” è coperto da mantelli che rappresentano le diverse sfumature del sapere e della consulenza, dalla rielaborazione del lutto all’affermazione del sé.
Di volta in volta i “mantelli”, di colore diverso (in successione: nero-giallo-blu-rosso) saranno tolti e cadranno a terra, segnando l’elaborazione e l’appropriazione del sapere secondo nuove strade.–Al colore dei mantelli corrisponde il colore di 1 stella che chi  risponde porta in fronte. E’ la stella che ci fa riconoscere come fratelli e come doni unici gli uni per gli altri.

1 brano stimolo:” Sulla morte, senza esagerare, di W. Szymborska
(Raffaello.-mantello nero: siamo cenere e cenere torneremo … o no?)
1 risposta- (testo  elaborato da Anna-stella nera)
Non s'intende di scherzi,  ponti, tessitura, miniere, lavoro dei campi, costruzione di navi e cottura di dolci. Quando conversiamo del domani intromette la sua ultima parola a sproposito. ….Occupata a uccidere, lo fa in modo maldestro, senza metodo né abilità. Come se con ognuno di noi stesse imparando.… A volte le manca la forza di far cadere una mosca in volo. Più di un bruco  la batte in velocità. Tutti quei bulbi, baccelli, antenne testimoniano i ritardi del suo svogliato lavoro. La cattiva volontà non basta e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni è, almeno fin ora, insufficiente. I cuori battono nelle uova. Crescono gli scheletri dei neonati. Dai semi spuntano le prime due foglioline, …Chi ne afferma l'onnipotenza è lui stesso la prova vivente che essa onnipotente non è. Non c'è vita che almeno per un attimo non sia immortale. La morte è sempre in ritardo di quell'attimo. Invano scuote la maniglia d'una porta invisibile. A nessuno può sottrarre il tempo raggiunto.
ANNA
La fine è l’inizio.
Lo è stato per Terzani
Lo è stato per la mia amica Serena
Lo è per me ogni volta che trasformo
Una pausa in un’attesa
Un dolore in una gioia
Una consulenza in una nuova consapevolezza.

2 brano stimolo: Rodari:”La crescita come ragionamento sulle cose
 (Raffaello.-mantello giallo; sole, estroversione, crescita sociale …)
2 risposta-storia Zen “i 2 vasi”-Fiorenza.-stella gialla)
La crescita come ragionamento sulle cose Gianni. Rodari
La palma della mano i datteri non fa
Sulla pianta del piede chi si arrampicherà?
Non porta scarpe il tavolo su quattro piedi sta
Il treno non scodinzola ma la coda ce l’ha
Anche il chiodo ha una testa
però non ci ragiona
La stessa cosa capita
a più di una persona

Storia Zen “i 2 vasi”- Fiorenza.
Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto. Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua.
Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati. Ma il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto
Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: "Mi vergogno di me stesso, perché questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".
La vecchia sorrise: " Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? È perché io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa

3 brano stimolo: Mahatma Gandhi” Perché si urla?
(Raffaello: Mantello blu: pace e profondità di pensiero, spiritualità))
3 rispost:a-brano da M.Barbery-Eleganza del riccio-Mirella-stella blu)    (consapevolezza)

Perché si urla?

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:  "Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"  "Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.  "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore. "Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.  E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.  Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate, i loro cuori si allontanano molto.  Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono, tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.  D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?  Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano, si avvicinano."  Infine il pensatore concluse dicendo: "Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.
(Mahatma Gandhi)
Mirella:   Può sembrare banale, eppure credo sia profondo. Non vediamo mai al di là delle nostre certezze e, cosa ancora più grave, abbiamo rinunciato all’incontro, non facciamo che incontrare noi stessi in questi  specchi perenni senza nemmeno riconoscerci. Se ci accorgessimo, se prendessimo coscienza del fatto che nell’altro guardiamo solo noi stessi, che siamo soli nel deserto, potremmo impazzire. Quando mia madre offre degli amaretti di Ladurée a madame de Broglie, non fa che raccontare a sé stessa la storia della sua vita, sgranocchiando il proprio sapore; quando papà beve il caffè leggendo il giornale, si contempla in uno specchio blatera davanti al riflesso di sé stessa e quando le persone passando davanti alla portinaia, non vedono nulla perché lì non si vedono riflesse.
Io invece supplico il destino di darmi la possibilità di vedere al di là di me stessa e di incontrare qualcuno.
 Muriel Barbery - “l’eleganza del riccio
4 brano stimolo: rielaborazione da R.Follereau”..E ora tocca a voi battervi..”
(Raffaello: Mantello rosso: potenza, costruzione, affermazione del sé))
4 risposta-P.Neruda”Lentamente muore”-Francesco-stella rossa
 (attivazione-affermazione di sé)
"...E ora tocca a voi battervi, giovani del mondo... siate intransigenti sul dovere di amare.
Ridete in faccia a coloro che sapranno parlarvi solo di prudenza, di convenienza, non schieratevi mai con i campioni del giusto mezzo e del compromesso.
Credete in voi stessi, nel vostro tesoro, nella vostra  intelligenza, nella vostra  dignità, credete anche nelle vostre emozioni, nella vostra sensibilità e nelle vostre debolezze;
imparate ad essere animali sociali e socievoli: la più grande disgrazia che vi possa capitare é di non essere utili a nessuno, é che la vostra vita non serva a niente... per questo mi aspetto da voi che siate esigenti con voi stessi e con gli altri, che lottiate a viso aperto quando é il momento di lottare, ma che sappiate anche mediare i conflitti rimanendo fedeli a voi stessi e rispettando gli altri...
non usate l'inganno, nessun tipo di inganno...
non lasciatevi imbrogliare dai teppisti dell'intelligenza, dai mercenari del sapere, dai falsi maestri, perché ormai sapete che vi porteranno su strade senza fiori che vanno verso il nulla. Diffidate dei sistemi, ma imparate ad utilizzarli; non vi avvicinate alle sette né ai pregiudizi, che sempre e in ogni modo succhiano il vostro essere più bello.
Non fatevi neppure abbagliare dalla luce dei maniaci del rifiuto e dell'individualismo, trovereste un giorno tradita la vostra intelligenza e sprecata la vostra energia migliore.
Il vostro amore non sia piagnucoloso, ma combattivo; perciò non vi vergognerete di piangere se ne avrete il bisogno, perché sarete sempre più forti del pianto stesso e da esso trarrete nuova forza e nuova umanità.
Rifiutate di mettere la vostra vita su un binario morto, ma rifiutate anche  il disimpegno e l'avventura per l'avventura...
Contestate, ma solo per costruire, criticate, ma solo per amore dell'uomo che é in ognuno di noi...
Che ognuno di voi  trovi la propria strada, cercandola senza fermarsi, perché esiste, anche se ora vi sembra impossibile. Siete nati proprio per essa, quindi non tradite voi stessi, non abbandonatevi al grigio e allo squallore di ciò che dicono essere normale, perché di questa illusione muoiono ogni giorno troppe persone… ogni vita porta in sé il proprio valore e potete brillare di luce vostra, se solo vi ascoltate e vi date fiducia; non importa il mestiere che farete, né se diverrete ricchi o potenti, ciò che conta è che siate voi stessi in ogni cosa, in ogni gesto, in ogni scelta e in ogni momento della vostra esistenza.
il mondo va disumanizzandosi … voi siate uomini!"
( ispirato a R. Follereau)
Lentamente muore  Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.  Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.  Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.  Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.  Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.  (P. Neruda)